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Carlino vede il mare


Una pagina memorabile, bellissima, tratta da " Confessioni di un italiano " di Ippolito Nievo.
Il protagonista ( Carlino Altoviti ) rievoca un episodio di prima giovinezza: si avvicinò ad un'altura, dalla quale potè scoprire la distesa infinita, inattesa del mare.

Lascio a Vostra interpretazione, ciao mare !










Messo il piede sull'erba, mi parve di volare come un uccello; la prateria saliva dolcemente e mi tardava l'ora di toccarne il punto più alto donde guardare quella mia grande conquista.

Vi giunsi alla fine, ma tanto trafelato, che mi pareva di essere un cane di ritorno dall'aver inseguito una lepre. E volsi intorno gli occhi, e mi ricorderò sempre l'abbagliante piacere e quasi lo sbigottimento di meraviglia che ne ricevetti.

Avevo dinanzi un vastissimo spazio di pianure verdi e fiorite, intersecate da grandissimi canali simili a quello che avevo passato io, ma assai più larghi e profondi; i quali s'andavano perdendo in una stesa d'acqua assai più grande ancora; e intorno a questa sorgevano qua e là disseminati alcuni monticelli , coronati taluni da qualche campanile.
Ma più in là ancora, l'occhio non poteva indovinare che cosa fosse quello spazio infinito d'azzurro che mi pareva un pezzo di cielo caduto e schiacciatosi in terra : un azzurro trasparente e svariato a strisce d'argento, che si congiungeva lontano lontano con l'azzurro meno colorito dell'aria.

Era l'ultima ora del giorno, da ciò m'accorsi che io dovevo aver camminato assai assai.
Il sole in quel momento, come dicono i contadini, si voltava indietro, cioè dopo aver declinato dietro un fitto tendone di nuvole, trovava, vicino al tramonto, un varco per mandare alla terra un ultimo sguardo, lo sguardo di un moribondo sotto la palpebra abbassata.

D'improvviso i canali ed il gran lago dove sboccavano, diventarono tutti di fuoco; e quel lontanissimo azzurro misterioso si mutò in una iride immensa e guizzolante dei colori più diversi e vivaci.
Il cielo fiammeggiante ci si specchiava dentro e di momento in momento lo spettacolo si dilatava, s'abbelliva agli occhi miei, e prendeva tutte le apparenze ideali e quasi impossibili di un sogno.

Volete crederlo ?  Io cascai in ginocchio, come Voltaire sul Grütli, quando pronunciò dinanzi a Dio l'unico articolo del suo credo.



Ippolito Nievo










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